Contro ogni razzismo, diritti sociali per tutte/i!
Quello che sta accadendo nel nostro paese è molto grave.
Dalle norme contro i migranti alla crisi economica, dalla fragilità del diritto d’asilo ai nuovi dispositivi di regolamentazione della vita sociale che alimentano e legittimano la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità. A partire dai migranti, si discriminano e si attaccano le donne, i gay, le lesbiche, i bisessuali ed i transessuali.
E’ controllo e negazione dei diritti, impossibilità di autodeterminare scelte nella propria vita. Sotto attacco sono le libertà ed i diritti di tutte/i.
Nel nostro paese si va determinando sempre più un pesante clima razzista, fomentato e rafforzato dal Governo e dalla Lega. Da molti mesi una gigantesca campagna politico-mediatica diffonde la paura dell’immigrato, presunto responsabile dell’insicurezza pubblica. Il pacchetto sicurezza insieme a dispositivi dei governi locali, sia di centrodestra che di centrosinistra, introducono norme discriminatorie. L’introduzione del reato d’ingresso e soggiorno irregolare, tra le altre cose, determina un meccanismo di delazione diffusa che mina ogni solidarietà sociale, producendo una sensazione di rischio e di pericolo complessivo che interviene nella vita di tutte/i, non solo dei migranti. I respingimenti collettivi dei richiedenti asilo verso la Libia ed i paesi di provenienza, il cinismo degli accordi bilaterali di riammissione, il contrasto militare alle imbarcazioni dei migranti, lo sfruttamento del lavoro migrante, le ronde, gli sgomberi dei campi rom, le limitazioni ai ricongiungimenti familiari, le limitazioni matrimoniali, l’impossibilità di accesso all’iscrizione anagrafica, l’impossibilità di permesso di soggiorno al compimento del 18° anno senza requisiti, e molto altro ancora.
Ha preso forma un razzismo istituzionale che alimenta e amplifica una deriva securitaria che si traduce in più controlli, disciplina e repressione dei diritti e della libertà di movimento per tutte/i.
Legare il permesso di soggiorno ad un contratto di lavoro significa subordinare i diritti di cittadinanza e la vita stessa delle/i migranti al mercato, allo sfruttamento del loro lavoro. I moderni lager denominati CIE (Centro di Identificazione e Espulsione) sono vere e proprie galere etniche, dove le/i migranti privati di ogni umanità, vengono rinchiusi senza alcun diritto, soggetti ad una legislazione speciale. L’introduzione del reato di clandestinità è funzionale a quella precarietà dell’esistenza strettamente connessa alla precarietà del lavoro migrante.
Crisi economica e razzismo vanno di pari passo; far pagare la crisi ai lavoratori, ai precari, agli studenti, ai pensionati alimenta una “guerra fra poveri”, dove i migranti sono utilizzati per distogliere l’attenzione dai problemi reali, dalle responsabilità politiche, dalla crisi economica e dalla reale insicurezza prodotta dal “crac” finanziario dei mercati e dal fallimento delle politiche neo-liberiste.
La manifestazione del 17 ottobre scorso a Roma apre la possibilità di un nuovo risveglio dell’antirazzismo, che può vedere le/i migranti protagonisti insieme a tutti gli altri soggetti sociali colpiti dalla crisi nella rivendicazione dei propri diritti.
Bari e la Puglia vivono appieno queste contraddizioni. La presenza dei C.a.r.a. e dei CIE, le violazioni dei diritti in questi non luoghi, i lunghi tempi d’attesa della procedura d’asilo e del rilascio del permesso di soggiorno, l’alto numero di dinieghi alla richiesta di protezione, l’istituzione di bus speciali per i soli migranti e i respingimenti ai porti, sono ordinaria amministrazione sulla pelle delle/i migranti. Le istituzioni sono corresponsabili di tutto ciò ed a questo si somma la mancanza di politiche d’inclusione sociale ed abitativa.
L’occupazione e l’autogestione del Ferrhotel di Bari è una prima risposta autorganizzata all’assenza di queste politiche, per iniziare a rivendicare casa, reddito e diritti sociali per tutte/i. Di fronte alle ambiguità delle istituzioni, finalizzate a mettere in discussione le forme di autogestione ed autodeterminazione dei migranti, è necessario invece generalizzare le lotte per il riconoscimento dei diritti che vengono messi in discussione e conquistarne di nuovi.
Contro ogni razzismo e la crisi – Diritti sociali per tutte/i!
Manifestazione, sabato 12 dicembre h 15.30 Piazzale Madonnella, Bari
Rete Antirazzista – Bari
Per adesioni collettive ed individuali:
manifestazione12dicembre@gmail.com



Manifestazione Antirazzista - Bari, 12 dicembre - p.zzale Madonnella, ore 15.30 
